Giugno
18

MORTE DEL PRESIDIO DI MEDICINA GENERALE

E' ufficiale: il primo settembre il PMG cesserà di esistere.

Operante da circa circa un decennio, unico in Italia per versatilità e offerta, il Presidio di Medicina Generale ha reso possibile dare un servizio sanitario a pazienti in situazioni particolari, curati indipendentemente da residenza, provenienza o nazionalità, rendendo veramente universali e ugualitarie le cure ed il dritto alla tutela alla salute. La prima domanda che ci si pone è: qual è il motivo della soppressione? E la seconda sorge spontanea: cosa succederà ora?
Il Presidio di Medicina Generale è una struttura nata molti anni or sono, che si è evoluta nel tempo, mutando a seconda dei bisogni e cambiando spesso sede,
Aperto dalle 10 alle 13 del mattino e dalle 16 alle 19 del pomeriggio nei giorni feriali, fino ad oggi era composto da tre medici in servizio, che occupavano due stanze in via Nordio, con a disposizione una vettura per le eventuali visite domiciliari.
Retto da medici di famiglia, aveva come finalità fronteggiare quelle situazioni che si presentavano inaspettate e soggettivamente urgenti, anche se non gravi, che non dovevano riversarsi sul pronto soccorso.

Il paziente che si rivolgeva al PMG era un cittadino che, per motivi vari, non poteva accedere o non trovava in quel momento il proprio medico di famiglia, ma soprattutto studenti fuori sede che non trovavano risposte rapide e gratuite e i lavoratori non residenti, tutte persone che altrimenti si sarebbero rivolte al pronto soccorso, con conseguente intasamento di codici bianchi. Ne hanno usufruito inoltre stranieri temporaneamente presenti, magari in attesa di permesso di soggiorno, con necessità di cure urgenti o di cure che, se procastinate, avrebbero potuto mettere in serio pericolo la salute del soggetto e, conseguentemente...

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​I CAP (Centro di Assistenza Primaria) QUESTI SCONOSCIUTI - parte prima

Tredici dicembre 2016, Ospedale maggiore: il management dell'AOUTS inaugura al cospetto dell'Assessore Maria Sandra Telesca i locali adibiti a CAP. Dal quel momento i riflettori mediatici, costantemente accesi sulla questione della loro apertura, fanno emergere i primi fraintendimenti, sia nell'opinione pubblica che fra gli operatori sanitari. Il primo errore generato è stato pensare che l'intasamento del Pronto Soccorso, i codici bianchi e l'emergenza influenza abbiano a che vedere con il ritardo dell'apertura dei CAP e che, al contrario, la loro inaugurazione avrebbe risolto tutti i problemi sanitari dell'epidemia influenzale, a Trieste, così come nel resto d'Italia.

I CAP, previsti dalla legge 17/2014 della riforma sanitaria regionale, e fortemente voluti dalla politica, si stanno dimostrando sempre più terreno di polemiche, di campagne politiche pre-elettorali e di scontro tra medici e management sanitario. Oltre essere contenuti nella legge di riordino, i CAP vengono declinati e regolamentati dagli Accordi Integrativi Regionali (AIR) per i medici di famiglia, che in questi ultimi trovano l'ispirazione per decidere se e come aderirvi.

Tali accordi delineano a grandi linee un modello organizzativo generale regionale che, declinato secondo i bisogni locali, deve essere ridefinito con maggior dettaglio, provincia per provincia, territorio per territorio. Le risposte ai bisogni sanitari e sociosanitari espressi e rilevati in ogni distretto

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CAP e PMG

C'è una discussione aperta e molto interesse dei cittadini sul potenziamento dell'assistenza sul territorio. Innanzitutto ci può chiarire la distinzione tra CAP (Centri di Assistenza Primaria) e PMG (Presidi di Medicina Generale)? C’è una connessione tra di loro (logistica, organizzativa, di continuità assistenziale) o sono due elementi distinti della rete sociosanitaria a sostegno dei pazienti?


I CAP e il PMG sono due strutture completamente diverse, sia per organizzazione che per finalità.
I CAP, previsti dalla riforma sanitaria regionale sarebbero delle aggregazioni multiprofessionali (medici di famiglia, specialisti, infermieri, fisioterapisti ecc.) che operano in una sede unica a favore dei cittadini di un particolare bacino di utenza. Attualmente ne esiste uno a Muggia.
Il PMG è il presidio di medicina generale, una struttura nata molti anni or sono che si è evoluta nel tempo cambiando spesso sede, da non confondersi con la guardia medica che presenta differenze nel tipo di utenza e di orari per il pubblico, completamente diversi.
Il PMG infatti è aperto dalle 10 alle 13 del mattino e dalle 16 alle 19 del pomeriggio nei giorni feriali, e attualmente è composto da tre medici in servizio che occupano due stanze in via Nordio e ha a disposizione una vettura per le eventuali visite domiciliari.
L'unica cosa che li accomuna è che i medici che ne fanno parte sono medici di famiglia, quindi non c'è alcuna connessione, perché il target è diverso. La finalità del PMG non è la gestione della cronicità tipica del CAP, ma il fronteggiare quelle situazioni che si presentano inaspettate e soggettivamente urgenti, anche se non gravi, che non devono riversarsi sul pronto soccorso.

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La FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), rappresenta la principale organizzazione sindacale di categoria. Ad essa sono iscritti oltre il 50% dei circa 59.000 medici di medicina generale italiani. E' presente su tutto il territorio nazionale con un'organizzazione centrale che ha sede a Roma ed è articolata in sezioni regionali e provinciali, fornendo una presenza capillare e significativa in tutte la realtà sanitarie del nostro paese. Le sezioni provinciale a loro volta rendono attuativa in modo specifico questa presenza con l'elezione di delegati nelle singole Aziende Sanitarie Locali sia a livello aziendale propriamente detto che distrettuale.