Giugno
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MORTE DEL PRESIDIO DI MEDICINA GENERALE

E' ufficiale: il primo settembre il PMG cesserà di esistere.

Operante da circa circa un decennio, unico in Italia per versatilità e offerta, il Presidio di Medicina Generale ha reso possibile dare un servizio sanitario a pazienti in situazioni particolari, curati indipendentemente da residenza, provenienza o nazionalità, rendendo veramente universali e ugualitarie le cure ed il dritto alla tutela alla salute. La prima domanda che ci si pone è: qual è il motivo della soppressione? E la seconda sorge spontanea: cosa succederà ora?
Il Presidio di Medicina Generale è una struttura nata molti anni or sono, che si è evoluta nel tempo, mutando a seconda dei bisogni e cambiando spesso sede,
Aperto dalle 10 alle 13 del mattino e dalle 16 alle 19 del pomeriggio nei giorni feriali, fino ad oggi era composto da tre medici in servizio, che occupavano due stanze in via Nordio, con a disposizione una vettura per le eventuali visite domiciliari.
Retto da medici di famiglia, aveva come finalità fronteggiare quelle situazioni che si presentavano inaspettate e soggettivamente urgenti, anche se non gravi, che non dovevano riversarsi sul pronto soccorso.

Il paziente che si rivolgeva al PMG era un cittadino che, per motivi vari, non poteva accedere o non trovava in quel momento il proprio medico di famiglia, ma soprattutto studenti fuori sede che non trovavano risposte rapide e gratuite e i lavoratori non residenti, tutte persone che altrimenti si sarebbero rivolte al pronto soccorso, con conseguente intasamento di codici bianchi. Ne hanno usufruito inoltre stranieri temporaneamente presenti, magari in attesa di permesso di soggiorno, con necessità di cure urgenti o di cure che, se procastinate, avrebbero potuto mettere in serio pericolo la salute del soggetto e, conseguentemente...

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​I CAP (Centro di Assistenza Primaria) QUESTI SCONOSCIUTI - parte prima

Tredici dicembre 2016, Ospedale maggiore: il management dell'AOUTS inaugura al cospetto dell'Assessore Maria Sandra Telesca i locali adibiti a CAP. Dal quel momento i riflettori mediatici, costantemente accesi sulla questione della loro apertura, fanno emergere i primi fraintendimenti, sia nell'opinione pubblica che fra gli operatori sanitari. Il primo errore generato è stato pensare che l'intasamento del Pronto Soccorso, i codici bianchi e l'emergenza influenza abbiano a che vedere con il ritardo dell'apertura dei CAP e che, al contrario, la loro inaugurazione avrebbe risolto tutti i problemi sanitari dell'epidemia influenzale, a Trieste, così come nel resto d'Italia.

I CAP, previsti dalla legge 17/2014 della riforma sanitaria regionale, e fortemente voluti dalla politica, si stanno dimostrando sempre più terreno di polemiche, di campagne politiche pre-elettorali e di scontro tra medici e management sanitario. Oltre essere contenuti nella legge di riordino, i CAP vengono declinati e regolamentati dagli Accordi Integrativi Regionali (AIR) per i medici di famiglia, che in questi ultimi trovano l'ispirazione per decidere se e come aderirvi.

Tali accordi delineano a grandi linee un modello organizzativo generale regionale che, declinato secondo i bisogni locali, deve essere ridefinito con maggior dettaglio, provincia per provincia, territorio per territorio. Le risposte ai bisogni sanitari e sociosanitari espressi e rilevati in ogni distretto

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COMUNICATO STAMPA 13 DICEMBRE 2016

In riferimento al dibattito e agli annunci che si sono fatti in questi ultimi giorni riguardo alla inaugurazione dei CAP la FIMMG (federazione italiana medici medicina generale) di Trieste sottolinea quanto segue:

La FIMMG persegue lo scopo di tutelare i propri iscritti nell’ ottica di dare ai cittadini il livello adeguato e più alto possibile di cure, mettendo a frutto tutte le risorse disponibili. Nella stessa ottica la FIMMG ha aderito a un accordo regionale, integrativo al contratto nazionale, per il quale i medici di famiglia si impegnano entro il 2018 ad aderire alle medicine di gruppo integrate. Per quanto attiene ai CAP, medicine di gruppo integrate ai servizi distrettuali, a cui i medici aderiscono in maniera volontaria, i medici di famiglia sono disponibili ad una stretta collaborazione e a una partecipazione volontaria, a patto che Regione e ASUITS onorino a loro volta tutti gli impegni presi. L’apertura delle sedi dei CAP è solo la fase di avvio di un processo che vedrà direzione dell’ASUITS e medici di famiglia impegnati a delineare un percorso progettuale di condivisione clinica, organizzativa e di ottimizzazione delle risorse. Tale sinergia troverà spazio su un tavolo di lavoro permanente di progettazione che sarà attivo già da questa settimana. Tale percorso vede finalmente una collaborazione tra istituzioni, fatto nuovo e bene accolto dai medici che temevano di vedersi costretti ad applicare fredde “linee guida” calate dall’alto. Il gruppo di lavoro che si sta sostituendo dovrà delineare i contenuti dell’ attività che si svolgerà nei CAP, tenuto conto della conoscenza profonda del territorio e soprattutto di quella che i medici di famiglia hanno dei loro pazienti, vero patrimonio da garantire per il futuro. Infatti la vera medicina di famiglia si esprime con la continuità del rapporto di fiducia con il paziente e la prossimità al cittadino degli ambulatori sparsi nel territorio.
Dott. Dino Trento
Segretario Provinciale della FIMMG di Trieste

Trieste, 13 dicembre 2106

Nuove sanità che avanzano

Cari colleghi

come potete leggere nella nota della fimmg nazionale, finalmente anche i nostri vertici nazionali si sono accorti che oltre al ssn e al privato esiste una sanità che tecnicamente viene chiamata "mediata" o del "terzo pagante" o "secondo pilastro".

Rispetto quanto già stiamo discutendo e preparando localmente da almeno quattro anni, il nazionale si muove con i primi timidi passi verso tale realtà che vede serviti in Italia già oltre 10 milioni di cittadini.

Per tale motivo mi sto attivando attraverso vari contatti ( Osservatorio della spesa privata in sanità della sda Bocconi, Centro studi economici della Università Tor Vergata, Facoltà di Economia di Udine) per trovare le domande più attuali e soprattutto le risposte più rapide.

La società è in rapido movimento e non possiamo arenarci su...

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AIR 2016-2018 - Accordo Integrativo regionale per la Medicina Generale

Finalmente è stato firmato, dopo una lunga ma fruttuosa trattativa, l'Accordo Integrativo regionale per la Medicina Generale.

Clicca qui per scaricare l'accordo

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La FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), rappresenta la principale organizzazione sindacale di categoria. Ad essa sono iscritti oltre il 50% dei circa 59.000 medici di medicina generale italiani. E' presente su tutto il territorio nazionale con un'organizzazione centrale che ha sede a Roma ed è articolata in sezioni regionali e provinciali, fornendo una presenza capillare e significativa in tutte la realtà sanitarie del nostro paese. Le sezioni provinciale a loro volta rendono attuativa in modo specifico questa presenza con l'elezione di delegati nelle singole Aziende Sanitarie Locali sia a livello aziendale propriamente detto che distrettuale.