Regione, c'è l'accordo. Ma nessun taglio alle code

Regione c'è l'accordo. Ma nessun taglio aIIe code.

PACE FATTA tra medici di medicina generale e Regione. Dopo tre anni di attesa, e dopo la battaglia culminata nella mobilitazione dei camici bianchi la scorsa estate, l'accordo per il rinnovo del contratto integrativo è fatto. “Si tratta solo di un primo passo - precisa Rosario Magazzù, della Fimmg, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di famiglia -, è stata sottoscritta la parte normativa”. Ma tanto basta ...
Regione c'è l'accordo. Ma nessun taglio aIIe code.

PACE FATTA tra medici di medicina generale e Regione. Dopo tre anni di attesa, e dopo la battaglia culminata nella mobilitazione dei camici bianchi la scorsa estate, l'accordo per il rinnovo del contratto integrativo è fatto. “Si tratta solo di un primo passo - precisa Rosario Magazzù, della Fimmg, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di famiglia -, è stata sottoscritta la parte normativa”. Ma tanto basta a tracciare le linee generali: “Il presidente Renzo Tondo ha man-
tenuto l'impegno preso”. Dal canto suo, Tondo ha spiegato che si favorisce così “un impegno da parte dei medici di medicina generale a lavorare per la deospedalizzazione e per migliorare i servizi ai cittadini”. Tradotto: concediamo risorse, in questo momento difficile, perché l'onere dell'assistenza di anziani, malati cronici e persone fragili peserà sempre più sul territorio, lasciando agli ospedali esclusivamente i casi acuti.
Medici e Regione sono d'accordo su quali siano le necessità: ciascun medico dovrà avere quanto prima la possibilità di assumere un collaboratore - così da poter dedicare più tempo al paziente e ridurre le code per la semplice ripetizione delle ricette, la prenotazione di consulenze specialistiche, la sempre più pressante burocrazia - e tutti gli studi dovranno associarsi, così da offrire ai cittadini orari di visita più ampi e facilitare le prenotazioni. Per passare dalle parole ai fatti il problema, neanche a dirlo, sono le risorse. Riguardo ai fondi a disposizione negli anni a venire, infatti, stante l'attuale incertezza economica generale, non c'è alcuna garanzia. Ci si accontenti, per ora, dello stanziamento di 5 milioni di euro per un anno. Un accordo “a tempo”, dunque, quello stipulato con la Regione. Che non consente ai medici né nuove assunzioni di collaboratori, né di creare studi associati (non ci sarebbe la garanzia, in futuro, di ottenere il rimborso delle spese sostenute). La conclusione è amara: poco o nulla cambierà, per ora, per quanti sono costretti a lunghe attese in sala d’aspetto. Anche perché il carico di lavoro sulle spalle dei medici di famiglia non è destinato a diminuire. L’accordo con la Regione, al contrario, prevede una ridefinizione del rapporto ottimale medico-assistiti che vede un medico ogni 1300 pazienti (e non più ogni mille), fatta eccezione per le zone montane. Una misura che, secondo la Regione, sarebbe necessaria per “evitare un'eccessiva frammentazione dell'assistenza e rendere possibile, nel contempo, una crescita professionale dei medici, che è legata all'ampiezza della casistica”. Tesi opinabili, quanto meno. Ebbene, se non saranno destinati a studi associati né a nuove assunzioni, dove finiranno, allora, i fondi regionali? “L’idea è di utilizzarne una buona parte per progetti obiettivo annuali inerenti le patologie croniche”, spiega Magazzù, così da favorire il monitoraggio costante delle persone a rischio cardiovascolare e dei soggetti diabetici, in particolare. Altre risorse consentiranno il riconoscimento dei contributi ai medici che hanno assunto collaboratori negli anni scorsi.
“Per strutturare iI territorio c'è bisogno di continuità”, conclude il portavoce dellaFimmg, aggiungendo, però, che si sta andando nella direzione giusta. Gli accordi con la Regione, ricorda, definiscono infatti anche la composizione e il funzionamento del Comitato regionale e dei comitati aziendali, che avranno il compito di elaborare progetti nei vari ambiti territoriali nell'interesse dei cittadini. Passi in avanti, dunque. Ma passi da lumaca.

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